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"Il dominio borghese come emanazione e risultato del suffragio universale, come espressione della volontà popolare sovrana, questo è il significato della Costituzione borghese". K. Marx
Iniziative
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programma amministrative 2017 sinistra in movimento seconda parte

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I servizi sociali rimangono uno degli aspetti più importanti nella vita politica di un
comune, che nella crisi vede aumentare il suo ruolo di riferimento per i cittadini,
mentre è messo in difficoltà dalla mancanza di conti economici certi.
La spinta a collocare i servizi nell'arena del mercato è molto evidente, e ormai anche
in piena attuazione, con lo spostamento delle soddisfazione dei bisogni dalla persona
alla famiglia si annullano di fatto i diritti delle singole persone.
La razionalità dello stato sociale non può essere gestita con le leggi del mercato, ma
nel confronto con i soggetti portatori di bisogni e di diritti, il doloroso passaggio del
Centro Diurno Disabili è solo un esempio di tutto questo.
Solamente il servizio pubblico può garantire, nella piena egualità, la realizzazone
della persona cui tende la nostra Costituzione.
Riteniamo importante sottolineare la scelta di mantenere in mano al Comune la
proprietà della struttura delle vacanze Salvador Allende di Bibbona e di aver dato
l'affidamento della gestione della medesima alla società La Commerciale di
Bibbona, attraverso un bando pubblico. Questo percorso ha impegnato l'operatore a
garantire che in futuro la struttura mantenga la caratteristica di essere non solo un
centro vacanze per famiglie e bambini delle scuole di vario grado, ma anche un
luogo accessibile per tutti quei soggetti deboli o casi sociali che attraverso altri
comuni, città metropolitana, cooperative hanno potuto usufruire dello spazio per un
giusto e meritato periodo di riposo e vacanze.
Tra difficoltà di pareggi di bilancio e ridotti investimenti, rimane invece per noi
prioritario mantenere e potenziare la qualità dei servizi alla persona, l'ampia offerta
dei servizi forniti dal nostro Comune, dagli asili nidi agli anziani, dalle persone in
difficoltà ai migranti e richiedenti asilo. Questo elemento programmatico volto a
dare una giusta risposta ai bisogni e ai diritti di tutti i cittadini e le cittadine è per la
nostra lista inderogabile.
Sebbene il problema delle tossicodipendenze sia mutato rendendolo meno visibile, i
tossicodipendenti sono una realtà che non tende a scomparire e neppure a diminuire,
anzi il continuo abbassamento dell'eta in cui si cade è un sintomo del malessere
sociale e della cattiva informazione ed educazione che esiste a tutt'oggi; in tal senso
è urgente e necessario ampliare i servizi di osservazione e prevenzione delle
dipendenze.
UN AMBIENTE A
MISURA DELLE
CITTADINE E DEI
CITTADINI
L'ambiente è tutto ciò che circonda e con cui interagisce un organismo. Il concetto,
quindi, comprende sia la sfera abiotica e cioè i componenti di un ecosistema che non
hanno vita (dal greco bios, cioè vita, con il prefisso a-, senza) - si tratta quindi
dell'ambiente circostante tranne animali e piante: luce, terra (suolo e sottosuolo),
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rocce, acqua, aria, l'insieme dei fattori climatici etc. - ma anche la sfera biotica,
comprendente gli altri esseri viventi e le piante con cui veniamo a contatto.
Negli ultimi decenni la consapevolezza di agire all'interno di un sistema complesso
e vivo ci ha reso relativamente più sensibili rispetto all'impatto dell'inquinamento
atmosferico o di quello delle acque per mano dell'uomo.
Ma in realtà si è ancora all'oscuro sulle conseguenze delle azioni umane nel lungo
periodo sull'ambiente, poiché questo contiene al suo interno molte variabili, che a
volte non prendiamo nemmeno in considerazione inizialmente.
Per queste ragioni e per le conseguenze, dovute ai molti abusi ambientali, ormai
visibili a tutti, nel 1992 a Rio de Janeiro le nazioni Unite stilarono un programma,
chiamato Agenda 21, che impegna i governi del 21° secolo a intraprendere azioni
concrete per dare ai cittadini e alle cittadine ambienti più vivibili e per ridurre le
emissioni di gas serra.
Il capitolo 28 in particolare, "Iniziative delle amministrazioni locali di supporto
all'Agenda 21", riconosce un ruolo decisivo alle comunità locali nell'attuare politiche
di sviluppo sostenibile, tenendo conto che oltre il 45% della popolazione mondiale
vive in contesti urbani, percentuale destinata a crescere fino al 63% nel 2030.
Il comune di Sesto San Giovanni, infatti, ha sottoscritto gli impegni di Agenda 21
attivando già dall'anno 2000 un'apposita unità di lavoro.
Il lavoro su cui ci concentreremo come Sinistra in movimento in tema di ambiente
riprende quindi il lavoro fatto dalle precedenti amministrazioni potenziando, laddove
necessario, le misure e le azioni sul territorio.
Educazione
Ambientale
La campagna per risanare l'ambiente a livello globale è stata in gran parte un
insuccesso, vuoi per le differenze di pensiero e di azioni da intraprendere da parte
delle varie realtà in gioco, vuoi per il poco impegno politico, che si manifestava con
buone parole, ma pochi fatti concreti.
È fondamentale quindi che una sensibilità sui temi ambientali relativi al posto in cui
si vive, si lavora, ecc. si sviluppi anche da parte del singolo cittadino/a, che può e
deve agire per preservare e curare il proprio spazio vitale.
Un'educazione in primis dell'individuo, che subisce sulla propria pelle le
conseguenze di una cattiva gestione del territorio, permette di portare le battaglie a
un livello concreto e comunitario reale.
Il tema dell'educazione ambientale è considerato da Sinistra in movimento
trasversale a tutti punti del programma, basti pensare alla raccolta dell'umido,
all'uso corretto della piattaforma ecologica, alla manutenzione del verde e
all'utilizzo intelligente e razionale delle risorse.
La conoscenza, la cura e il rispetto del proprio ambiente permette un miglioramento
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degli spazi, rendendo il cittadino un soggetto attivo e prezioso sul territorio.
Obiettivi:
- Continuare i progetti di educazione ambientale nelle scuole e consentire ai cittadini
e alle cittadine di essere più attivi sul territorio segnalando i disservizi o i rifiuti in
strada non solo sui gruppi facebook, ma anche sul portale del cittadino e in appositi
form.
Ciò significherà garantire puntualità ed efficienza nel rispondere alle diverse
segnalazioni attraverso azioni concrete sul territorio.
- Valorizzare il progetto "Bene Comune", attraverso il quale il cittadino/a può
prendersi cura personalmente del proprio territorio. Questo garantisce tra l'altro un
confronto con l'amministrazione pubblica proficuo ed interessante.
L'amministrazione comunale fornisce materiali e assicurazione, il cittadino/a dedica
il proprio tempo per prendersi cura di un luogo da lui/lei scelto.
Questo garantisce una partecipazione attiva da parte della cittadinanza e ha anche
l'effetto di dare il "buon esempio" al resto della città.
La valorizzazione di chi decide di regalare il proprio tempo al bene comune risulta
fondamentale.
- Portare avanti l'iniziativa #tiralasu - padroni civili che affronta il delicato tema
delle deiezioni canine. Nonostante ci sia un regolamento per il quale i padroni di
cani debbano raccogliere le deiezioni dei propri animali quello di cui ci si rende
conto girando la città è che questo non avviene sempre.
Come tutti e tutte sappiamo, il problema non sono i cani in sé ma il comportamento
dei loro padroni verso i quali questa campagna di sensibilizzazione è rivolta.
A questo lavoro di sensibilizzazione si dovranno aggiungere sanzioni per chi non
rispetta tale regolamento che fungeranno da deterrente.
Rifiuti-Raccolta
differenziata
dell'umido
Perché la raccolta differenziata dell'umido?
La quota organica dei rifiuti risulta sempre una chiave di volta per aumentare la % di
raccolta differenziata.
Con un'oculata raccolta differenziata la parte organica si trasforma in ottimo
compost per arricchire le coltivazioni agevolando nel contempo una migliore
selezione delle altre frazioni e rendendo più concreti i concetti di riuso, rigenero,
riciclo - la regola delle 3R, che sta alla base delle strategie ambientali .
I rifiuti umidi creano non pochi problemi se non vengono raccolti adeguatamente,
per il loro veloce deperimento, amplificato dalle alte temperature estive .
Cosa sono i rifiuti umidi?
I rifiuti umidi sono rifiuti organici composti da tutte quelle sostanze di origine
vegetale o animale (residui di cucina, scarti di potatura del verde ecc).
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"Perché fare tutta questa fatica?" Ci si potrebbe chiedere.
Perché soltanto attraverso una presa di coscienza collettiva, seguita da un impegno
comunitario, si può imboccare la strada maestra del rispetto ambientale. A questo
deve dare seguito, ovviamente, un ritorno economico per il cittadino virtuoso che,
attraverso la tariffazione puntuale, vedrà premiato il suo impegno.
Obiettivo:
La raccolta dell'umido è già realtà nel quartiere 5, l'obiettivo è quindi quello di
estenderla a tutti gli altri quartieri entro il 2018.
Chiusura del forno
inceneritore entro
il 2019
Obiettivo:
Chiusura definitiva del forno d'incenerimento entro il 2019.
Attivazione della
tariffazione
puntuale
La tariffa puntuale ha lo scopo di far pagare al singolo cittadino il totale dei propri
rifiuti. Non essendo una tassa, la persona paga solo il valore dei propri rifiuti.
La tariffa si compone di una quota fissa, che serve a coprire i costi di esercizio come
la pulizia delle strade, ecc e da una quota variabile, che dipende dai rifiuti prodotti
dall'utente. Su quest'ultima parte si potrà intervenire andando a premiare i cittadini e
le cittadine che produrranno meno rifiuti.
La strategia sottesa è evidentemente arrivare a produrre meno rifiuti possibili.
Questo genererà una diminuzione dei costi per la gestione dei rifiuti stessi da parte
dell'amministrazione comunale e quindi questo si tradurrà in un risparmio per i
cittadini e le cittadine, in funzione della diminuita produzione di rifiuti di ognuno.
Obiettivo:
Far conoscere e riuscire ad attivare sul territorio la tariffazione puntuale, che
consentirebbe un risparmio per il cittadino e un servizio migliore.
Piattaforma
ecologica
La piattaforma ecologica, o ecocentro, o isola ecologica, è un sito nel quale possono
essere conferiti i rifiuti solidi urbani e i rifiuti speciali, quali ad esempio batterie
esauste, medicinali scaduti, vernici e solventi, toner, elettrodomestici, ecc, da parte
dei cittadini e delle aziende autorizzate.
A Sesto S. Giovanni si trova in via Copernico 74.
Obiettivi:
- Incentivare i cittadini a perseguire un percorso di consapevolezza della diversità
del "rifiuto", della sua importanza e dei danni che può fare se non correttamente
smaltito.
- Riutilizzo dove possibile del materiale di scarto attraverso il recupero del
medesimo costituendo un gruppo di lavoro di tecnici e volontari.
- Obiettivo nel breve periodo sarà quello di lavorare per eseguire un lavoro di
riqualificazione della piattaforma esistente inserendo anche al suo interno una
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piccola ricicleria (aree attrezzate e custodite dove i cittadini potranno portare i rifiuti
riciclabili).
Contemporaneamente si lavorerà per costruire una piattaforma più grande e più
efficiente.
Interramento
elettrodotto (Via
Sottocorno)
Il comune di Sesto ha ottenuto un finanziamento dal ministero grazie alla
presentazione di un progetto finalizzato alla riqualificazione dei quartieri periferici.
Si potrà quindi interrare l'elettrodotto che è situato tra Sesto e Milano a ridosso della
via Sottocorno.
Inoltre all'interramento dell'elettrodotto si aggiungerà anche la realizzazione della
terrazza Bottoni, lo skate park per i giovani e si porteranno avanti i lavori nel parco
Bergamella.
Obiettivo:
- Portare avanti questi progetti, continuando il confronto con cittadini e cittadine e
con l'associazione Sottocorno.
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Progetto Buon Fine
Bonifiche
Lavoro
Questo progetto, attualmente in essere presso il comune di Sesto, si ramifica in più
azioni e proprio questa è la sua forza.
"Ogni giorno la grande distribuzione avvia allo smaltimento quintali di alimenti che
sono ancora perfettamente commestibili ma che per i più svariati motivi non sono
più vendibili: il packaging è danneggiato, il prodotto fresco è ammaccato, ci sono
stati errori negli ordini, sono prodotti con data di scadenza ravvicinata destinati
probabilmente a rimanere invenduti, sono residui di attività promozionale e di
campionatura, sono residui di test e lanci, sono intervenuti eventi sfavorevoli (cattive
condizioni meteo, scioperi, ecc)."
Recuperare tutta questa merce è obiettivo del progetto Buon Fine.
Questo comporta a livello ambientale un grande vantaggio: evitando lo spreco si
diminuisce il flusso dei rifiuti, snellendo il processo di smaltimento. È chiaro che
tutto questo implica anche una riduzione dei costi di smaltimento dei rifiuti andando
così ad evidenziare anche il valore economico di queste azioni.
Il progetto ha inoltre un importante risvolto sociale: il cibo (che è ancora buono,
sono solo le regole di mercato a non renderlo più vendibile) viene dato a persone in
difficoltà.
Obiettivi:
- Estendere il progetto anche ad altre catene di supermercati cittadini, negozi o
mercati.
- Prevedere agevolazioni fiscali (es. riduzione Tari) per chi aderisce a tali progetti.
Le bonifiche sono fondamentali per quanto riguarda la pianificazione territoriale
locale poiché consentono di recuperare aree compromesse da fenomeni di
contaminazione, potenziali minacce per l'ambiente e la salute dell'uomo, ma anche
importanti occasioni per la riqualificazione della città.
Per quanto riguarda il territorio sestese questa azione diventa importantissima vista
la sua storia industriale che ha avuto come risultati nel recente passato la chiusura e
la conseguente dismissione delle aree industriali.
Obiettivi:
Continuare a rendere partecipi i cittadini del lavoro di bonifica nell'ex aree Falck, su
cui sorgerà la Città della Salute e su tutte le aree su cui è in corso o si avvierà un
procedimento di bonifica.
Questi anni hanno visto processi contradditori riguardanti gli insediamenti produttivi
sul nostro territorio. Da un lato, l'apertura della Alstom Grid su una delle aree vicine
a Caltacity ha portato nuovo lavoro, dall'altro si è apert la drammatica vicenda della
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General Electric (GE) con la chiusura del sito produttivo che segue di poco un
analogo esito registratosi alla Marcegaglia, sito produttivo al limitare tra Sesto e
Milano. Le lavoratrici ed i lavoratori della General Electric stanno conducendo,
insieme alle loro organizzazioni sindacali e con il sostegno della nostra
Amministrazione Comunale uscente e dei partiti politici democratici e di sinistra,
una lotta durissima che mira a realizzare un obiettivo generale fondamentale: dare
avvio ad una nuova iniziativa industriale sul polo che è stato recentemente della
Alstom Power e poi della General Electric. La lista Sinistra in Movimento ed il
Partito della Rifondazione Comunista sono sempre stati a fianco dei lavoratori e lo
rimarranno fino ad una conclusione positiva della vertenza. Questa vicenda
durissima contiene dentro di sé moltissimi elementi decisivi per la comprensione del
capitalismo contemporaneo: la tendenza nella crisi all'allargarsi dei regimi di
oligopolio in settori strategici (in questo caso gli strumenti di generazione
dell'energia con l'acquisto di Alstom Power da parte di GE), la visione
sovranazionale e la dinamica delle delocalizzazioni produttive che mettono
lavoratori di un paese contro quelli di un altro, la necessità per il movimento operaio
di dotarsi di una dimensione perlomeno europea per reggere l'urto delle decisioni
del capitale, la necessità di una politica europea dalla parte del lavoro, l'assenza
totale di una politica industriale di tutti i governi che si sono succeduti nel nostro
paese negli ultimi 15 anni.
Quali poteri ha un Comune in tema di lavoro? Cosa può e deve fare per
incrementare, favorire, tutelare le opportunità di lavoro sul suo territorio? Cosa può
e deve fare per migliorare la qualità del lavoro presente sul suo territorio?
Il Comune come datore di lavoro.
Si impegna a favorire lo sviluppo di buon lavoro, a ottenere un'effettiva parità di
genere e non discriminazione sessuale in tutti gli ambiti inerenti le attività comunali
sia gestite in proprio che in appalto o concessione, così come scritto nella nostra
Costituzione.
Contrasta la precarietà nel lavoro pubblico, anche attraverso la stabilizzazione die
lavoratori e delle lavoratrici precarie assunte dalla Pubblica Amministrazione con
contratti a termine o altre tipologie contrattuali atipiche
Offre una politica degli orari di lavoro di qualità (riduzione a parità di salario, come
in Nord Europa)
Il Comune come datore di lavoro "indiretto".:
Offre contratti di appalto con garanzie sul lavoro: sicurezza, retribuzione, orari certi.
Garantisce la qualità del lavoro e quella del servizio offerto.
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Diritto alla casa e
politiche abitative
Il Comune come soggetto politico di governo del lavoro sul territorio.
Interviene attivamente a sostegno delle richieste delle lavoratrici in tutte le vertenze
in difesa delle attività produttive.
Svolge attività di controllo e sanzioni per garantire la sicurezza nel lavoro, interviene
sul rispetto dell'ambiente nelle attività lavorative, agisce sugli orari di lavoro
(giornalieri/festivi) nell'interesse dei lavoratori, garantisce un trasporto pubblico
compatibile con gli orari di lavoro, interviene a sostegno del reddito dei cittadini
disoccupati, agisce sul collocamento al lavoro, facilita e disciplina la ricerca e
l'ingresso, anche attingendo alle risorse EU, raccoglie, informa e mette a
disposizione strumenti per l'accesso al credito per iniziative di lavoro, espropria
stabili industriali/commerciali inutilizzati e li metter a disposizione di attività
lavorative, agisce sulle tasse comunali per favorire gli insediamenti lavorativi,
garantisce infrastrutture e servizi.

A oggi l'emergenza abitativa a Sesto San Giovanni e nella cintura più ampia della
Città Metropolitana sta assumendo forme e dimensioni allarmanti e nessuna delle
misure (messe generosamente in campo dall'amministrazione) è ormai in grado di
garantire una risposta efficace e includente per tutti i nuclei famigliari coinvolti.
Si tratta di un'emergenza da contrastare con azioni coraggiose e in parte innovative.
In primo luogo riteniamo indispensabile recuperare le politiche di sublocazione dal
mercato privato a sostegno delle famiglie in sfratto alle quali non si riesce a offrire
in tempo una risposta alloggiativa dignitosa.
Allo stesso tempo si deve valorizzare il patrimonio dell'edilizia pubblica,
combattendo la morosità colpevole e favorendo la rotazione delle famiglie in
funzione dei bisogni e delle necessità che si modificano nel tempo.
Chiedere, nell'utilizzo di tale patrimonio, il rispetto delle regole che rappresentano
l'unica vera tutela per i più deboli: in questi anni abbiamo affermato in modo
intransigente il rispetto delle stesse nelle assegnazioni delle case popolari e
l'efficiente gestione del patrimonio abitativo pubblico, che in questo modo vede uno
scarsissimo numero di alloggi pubblici vuoti, è la miglior risposta al fenomeno
intollerabile delle occupazioni abusive.
È diventato però improrogabile il problema dell'incremento del patrimonio pubblico
utilizzando tutti gli strumenti urbanistici a disposizione della pubblica
amministrazione. Tra le diverse azioni possibili suggeriamo di continuare nelle
politiche di recupero urbano degli stabili e dei rioni popolari e delle periferie,
praticando le azioni che permettono così di aumentare l'offerta di abitazioni a costi
contenuti e sociali (tagli degli appartamenti di grande dimensione, utilizzo dei
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sottotetti abitativi). Non si devono nemmeno modificare le convenzioni d'uso che
regolano le importanti iniziative private di locazione temporanea per non mettere in
discussione, anzi per rilanciare un'esperienza, che articola la risposta a una domanda
eterogenea, di cui sono parte significativa gli studenti, le giovani coppie e i
lavoratori temporanei.
L'azione invece più coraggiosa e innovativa dovrebbe essere quella di prevedere il
riutilizzo a fini sociali del patrimonio immobiliare inutilizzato o parzialmente
utilizzato, anche di proprietà di privati. È già stato presentato in consiglio comunale
un ordine del giorno che faceva sua l'autorevole interpretazione dell'articolo 42
della nostra Costituzione, offerta dal prof. Paolo Maddalena (già vice presidente
della corte costituzionale), la quale sostiene in modo molto argomentato e tecnico
che «qualunque bene abbandonato, in virtù della cessazione della sua funzione
sociale, debba ritornare nella disponibilità del soggetto che originariamente ne è
proprietario e che ne aveva ceduto parte ad un singolo privato: questo soggetto altri
non è che il popolo sovrano» e che «se il singolo non utilizza un bene, il popolo
sovrano se lo riprende. Ad esempio,se un imprenditore delocalizza la fabbrica
all'estero per guadagnare di più e poi vuole trasformare l'immobile in un albergo, è
fuori dalla Costituzione. Non si inventa niente: anche gli antichi romani, nella loro
saggezza, stabilirono che le res nullius non esistevano, perché non potevano
immaginare l'esistenza di un bene non appartenente a nessuno. E questo principio
era accolto anche nello Statuto Albertino. Se non c'è funzione sociale non c'è tutela
giuridica, e non c'è quindi proprietà privata».
In conseguenza l'articolo 42 della nostra Costituzione ("la legge riconosce e
garantisce la proprietà privata... allo scopo di assicurarne la funzione sociale e
l'accessibilità a tutti") secondo questa visione giuridica può prevedere il riutilizzo a
fini sociali dei beni abbandonati e «inutilizzati o parzialmente utilizzati», anche di
proprietà di privati.
Questa amministrazione, che in passato è stata all'avanguardia nell'ideare risposte ai
bisogni sociali della propria cittadinanza, deve essere all'altezza del suo coraggioso
passato e in seguito a una analitica mappatura dei beni «inutilizzati o parzialmente
utilizzati» anche di proprietà di privati deve adottare utili strategie volte a rispondere
a tale stato emergenziale. Ci permettiamo di suggerire a modo esemplificativo le
delibere partenopee (delibere 258 e 259 del 24/04/2014) con le quali il Comune
invita formalmente i proprietari di questi beni privati «ad adottare provvedimenti
necessari al perseguimento della funzione sociale»; in caso di mancato riscontro,
l'amministrazione deciderà l'inglobamento al patrimonio comunale, o l'articolo 12
del "Regolamento edilizio" milanese.
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ISTRUZIONE
La scuola, per la sua valenza collettiva, è un bene primario anche in un periodo di
scarse risorse organizzative e finanziarie.
Sicurezza e
manutenzione
programmata, non
solo emergenziale
Il Consiglio comunale ha deliberato un mutuo di 5 Milioni di € per la prevenzione e
la manutenzione negli edifici scolastici nel triennio 2015/2017, già in parte utilizzato
per interventi di rilievo in alcune scuole. Accanto a questo fondamentale intervento,
occorre condividere un piano almeno annuale delle iniziative di manutenzione,
individuando e responsabilizzando i dirigenti comunali rispetto alla efficacia ed
efficienza dell'intervento. Un semplice ascensore guasto per mesi nega a studenti e
genitori diversamente abili (anche solo temporaneamente) il diritto allo studio e alla
partecipazione all'attività didattica; vetri non infrangibili nelle palestre ed
infiltrazioni d'acqua possono essere causa di gravi incidenti; anche servizi sanitari
ed arredi adeguati contribuendo al decoro rendono la scuola più accogliente e
dignitosa.
Potenziare il
personale
educativo
Potenziare il personale educativo aggiuntivo rispetto agli insegnanti di sostegno
statale ad individuati alunni con necessità di assistenza specifica per favorire
l'integrazione scolastica, agendo in collaborazione con le insegnanti e le famiglie.
Per quanto riguarda i servizi assistenziali per gli alunni con disabilità o disagio
sociale, psicologico e familiare, occorre promuovere lo sviluppo di strutture e servizi
educativi e formativi che operino in sinergia, per garantire quella continuità che non
sia solo didattica ma anche progettuale, con il fine di costruire la vera inclusione
scolastica e sociale al tempo stesso.
Digitalizzazione
nelle scuole
Il Comune deve cogliere l'opportunità della prossima scadenza del contratto con gli
operatori telefonici per redigere un bando di gara con SLA (Service Level
Agreement) che consentano di definire e monitorare un livello di servizio adeguato
alle esigenze attuali e prospettiche (intenso utilizzo di LIM, registri e libri
elettronici, attività in rete) verificando e valutando anche la fattibilità di includere un
servizio di manutenzione dell'infrastruttura digitale scolastica
Gestione diretta di
alcuni servizi
educativi
La crescita armonica dell'individuo inizia dai primi anni di vita. In questo la scuola,
compreso il segmento della primissima infanzia, ha un ruolo fondamentale che deve
diventare patrimonio dell'intera comunità locale. Il lavoro e l'impegno che tale
lavoro richiede deve essere tutelato e garantito da concorsi che abbiano come scopo
la stabilizzazione di personale qualificato, motivato e al quale sia riconosciuto il
giusto salario. L'esternalizzazione ai tempi della crisi non solo non risponde alle
esigenze delle famiglie, ma distrugge il servizio pubblico, perché lo considera un
costo e non un investimento, perché punta al ribasso tanto economico quanto
qualitativo, attraverso gare di appalto che offrono svariati punti percentuali di
21
risparmio a scapito della qualità del lavoro e della dignità del lavoratore. Il nido deve
diventare un servizio pubblico alla portata di tutte e di tutti, trasformarsi da offerta
del territorio a diritto dei cittadini.
I servizi educativi ampliano e completano l'offerta formativa delle scuole sul
territorio per corrispondere ad un'esigenza sociale. Tra questi ci sono l'apertura
anticipata dei plessi e il prolungamento dell'orario scolastico, gestiti in appalto da
cooperative che devono garantire significativi momenti educativi. Da parte
dell'Amministrazione si rende necessario il monitoraggio delle attività e del
percorso svolto, perché il servizio non si riduca a semplice custodia, ma
nell'opportunità di imparare la gestione del tempo, la consapevolezza dello stare in
gruppo e l'autonomia organizzativa.
Progetti di
educazione alla
cittadinanza
studentesca
L'Amministrazione ha una grande responsabilità nella promozione di cittadini
solidali e responsabili attraverso percorsi di cittadinanza attiva. L'obiettivo
principale è quello della condivisione di un orizzonte valoriale, al centro del quale
non può che esserci il rispetto per la legalità e la cooperazione.
Non è sufficiente rinnovare l'esistente, promosso dal comune o direttamente da terzi.
Il Comune potenzi la sua funzione di promotore di un catalogo di permanenti
progetti educativi, da svolgersi non solo in aula ma sostenuti da esperienze
significative ed anche di carattere pratico-laboratoriale, a titolo gratuito o costo
simbolico, accessibili quindi a tutti, che coinvolgano realtà associative e privati che
se territoriali potrebbero oltretutto creare interessanti sinergie.
Aree di intervento: salute e prevenzione, corretti stili di vita, sessualità, affettività,
valore della diversità e delle differenze di genere, contrasto al bullismo e alla
dispersione scolastica, ambiente, bene comune, memoria storica, legalità ...
Per la valorizzazione di questi progetti è fondamentale una loro gestione in rete
(cittadina o allargata alla Città Metropolitana) attraverso un tavolo comune tra
insegnanti, associazioni, assessori e rappresentanti degli alunni (ad esempio il
Consiglio Comunale dei ragazzi).
Dispersione
scolastica
L'amministrazione comunale di Sesto San Giovanni ha istituito un fondo triennale
di contrasto alla dispersione scolastica ricavato dal Fondo Nazionale Politiche
sociali. Le risorse finanziarie vengono erogate alle direzioni scolastiche delle scuole
primarie e secondarie di primo grado a copertura di specifici progetti finalizzati alla
gestione di disagi personali e familiari che incidono negativamente sul successo
scolastico ed educativo dello studente. Il budget per il primo anno è stato pari a
45K€. Questo tipo di intervento deve essere garantito finanziariamente anche per i
prossimi anni, reso sempre più efficace ed efficiente monitorandone gli esiti passati
22
ed adeguandolo prontamente alle dinamiche del territorio.

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Author of this article: P.R.C. Sesto s. Giovanni

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La domenica mattina, dalle 9:30 alle 12, vieni a trovarci in via Don Minzoni 129 a Sesto San Giovanni. Abbiamo circa 4000 testi.


100 ARTISTI PER NOI

Aggiornamento sulla mostra 100 artisti per noi.

Gli artisti presenti nella mostra a Spazio Arte di Sesto San Giovanni dal 10 al 22 marzo sono 114, alcuni con pi opere, 168 catalogate, altre fuori catalogo.

Marted 10 marzo, giorno di apertura della mostra, alle 12 a Spazio Arte si terr la conferenza stampa di presentazione dellesposizione e delle iniziative in programma.


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