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"Il dominio borghese come emanazione e risultato del suffragio universale, come espressione della volontà popolare sovrana, questo è il significato della Costituzione borghese". K. Marx
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programma amministrative 2017 sinistra in movimento prima parte

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17796346_242927116172059_8906037007659886176_n.jpgSINISTRA IN MOVIMENTO
PROGRAMMA ELEZIONI
AMMINISTRATIVE 2017
Enrica Antonini
Marco Albé
Laura Baldi
Umberto Bettarini
Ilaria Boilini
Esther Lourdes Bravo Game
Rosa Brunetti
Bruno Colussi
Aurelia Delfino
Giampaolo Giuseppe De Poli
Giacomo Feltrin
Eugenia Sofia Ferrero
Paolo Fociani
Iolanda Guardi
Elena Lidia Iannizzi
Claudio Silvio La Corte
Enrique Rafael Lusitani
Nicola Mastropasqua
Amr Omran
Dario Pietraroia
Gianluca Vido
Alessandra Vincenti
Fabrizio Zanellato
Giulio Zanotto

2
Il presente programma è frutto del lavoro collettivo delle candidte e dei canditati della lista Sinistra in
movimento. Esso si presenta pertanto in una forma tale da render conto dell'apporto specifico di ciascuna e
ciascuno secondo le proprie competenze. Sinistra in Movimento ritiene che questo sia un valore aggiunto,
poiché la produzione collettiva del sapere – in questo caso del sapere politico – è sempre superiore a quella
individuale o di un gruppo ristretto di persone.
3
Ieri mi sono comportata male nel cosmo.
Ho passato tutto il giorno senza fare
domande,senza stupirmi di niente.
Ho svolto attività quotidiane, come se ciò fosse tutto il dovuto.
Inspirazione, espirazione, un passo dopo
l'altro, incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là
dell'uscire di casa e del tornarmene a casa.
Il mondo avrebbe potuto essere preso per
un mondo folle,
e io l'ho preso solo per uso ordinario.
Nessun come e perché –
e da dove è saltato fuori uno così –
e a che gli servono tanti dettagli in movimento.
Ero come un chiodo piantato troppo in
superficie nel muro
(e qui un paragone che mi è mancato).
Uno dopo l'altro avvenivano cambiamenti
perfino nell'ambito ristretto d'un batter
d'occhio.
Su un tavolo più giovane da una mano d'un
giorno più giovane
il pane di ieri era tagliato diversamente.
Le nuvole erano come non mai e la pioggia
era come non mai,
poiché dopotutto cadeva con gocce diverse.
La terra girava intorno al proprio asse,
ma già in uno spazio lasciato per sempre.
È durato 24 ore buone.
1440 minuti di occasioni.
86.400 secondi in visione.
Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po' di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.
Wislawa Szymborska – Disattenzione
4
LA PROPOSTA DI SINISTRA IN MOVIMENTO
PER SESTO SAN GIOVANNI, CITTA' DELLA RESISTENZA:
PRATICARE I DIRITTI, CREANDO IL FUTURO
Sesto San Giovanni ha partecipato massicciamente (col 72% degli aventi diritto) al
voto del referendum sulla Costituzione del 4 dicembre 2016. In tale occasione, le
cittadine e i cittadini hanno votato in misura superiore a tutte le precedenti votazioni
recenti in città. Come noto, ha vinto il NO con il 54% dei voti, percentuale che è
stata maggiore nei quartieri a insediamento popolare. Si è trattato di un voto molto
consapevole: per tutto il 2016 Sesto San Giovanni è stata protagonista di una grande
stagione democratica, animata da decine di iniziative promosse dal Coordinamento
per la Democrazia Costituzionale – Comitato per il NO e da molteplici iniziative
civiche. La scelta dei cittadini è stata quindi ragionata: non è stato tollerato uno
stravolgimento dell'intelaiatura democratica dello stato, con l'abolizione del Senato
elettivo e l'incremento dei poteri governativi.
Di sicuro è stato un voto che ha espresso un profondo disagio sociale, ma è anche
stato un voto che ha manifestato il rifiuto di farsi sequestrare ulteriori pezzi di
democrazia, dopo l'imposizione delle politiche liberiste dal sistema di governo
europeo, lo svuotamento dei risultati del referendum sull'acqua, l'abolizione dei
Consigli di Circoscrizione e l'abolizione del voto per la dimensione sovracomunale
della provincia, oggi città metropolitana.
Sesto San Giovanni, come tutte le città di medie dimensioni, ha subito un deciso
colpo al decentramento amministrativo e politico con l'applicazione delle norme
collegate alla legge finanziaria 2010 e successive modificazioni da parte dell'ultimo
governo Berlusconi. All'abolizione del diritto di voto per le provincie ha invece
pensato il governo Renzi, con la legge Del Rio (2014) che, mancando delle parti
attuative relative alla partecipazione dei cittadini, al momento impedisce l'esercizio
del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Ne consegue che in una realtà
metropolitana in cui gli elettori di Milano sono una minoranza, il loro sindaco è
automaticamente, senza alcuna verifica democratica, sindaco metropolitano.
Come noi, nel votare per il referendum costituzionale, anche i cittadini e le cittadine
di Sesto hanno pensato che ci fosse un nesso tra svuotamento delle forme di
controllo democratico e peggioramento delle proprie condizioni di vita e lavoro
(quando c'è). La gestione al peggio della questione sociale è resa possibile dallo
svuotamento della democrazia.
Nel nostro programma chiediamo fortemente che si introducano leggi nazionali tali
5
da riprenderci il diritto di voto per il parlamento e anche per la città metropolitana,
con un sistema elettorale di tipo proporzionale, in quanto la realtà sovracomunale
(basti pensare a trasporti e istruzione) influisce immediatamente sulla nostra vita a
Sesto.
DEMOCRATIZZARE
LE CITTA PER
DEMOCRATIZZARE
L'EUROPA
PROMUOVERE
LUOGHI E
PROCESSI PUBBLICI
DI
PARTECIPAZIONE.
In un'epoca di crisi - che non è solo crisi economica ma è soprattutto emergenza
democratica – in mancanza di risposte a una richiesta sempre più sentita di
cambiamento il municipalismo che sta attraversando l'Europa ci ricorda che è
proprio dallo spazio urbano, luogo della vita quotidiana, che può muovere il
cambiamento sociale e politico. Il Comune, infatti, è storicamente il luogo dove la
politica è più vicina alle persone e ha a che fare con la qualità della vita. Dai temi
dell'ambiente, all'assistenza a chi si trova in difficoltà, ai processi di integrazione
dei cittadini stranieri, è il Comune a essere chiamato a rispondere, anche laddove sue
non sono le competenze specifiche.
La città è il luogo dove è possibile ripensare le forme della politica, promuovere
pratiche innovative di partecipazione e di cittadinanza transnazionale, innanzitutto se
si costruisce un campo di gioco in cui i processi di decisione siano indisponibili alle
maggioranze che amministrano, piuttosto siano luoghi pubblici in cui tutte e tutti
siano chiamati a partecipare, dare opinioni, valutare le politiche attuate. Per
"indisponibili" si intende che sono i cittadini a decidere se chiudere un tavolo o
meno, non l'amministrazione.
La partecipazione ha bisogno di trasparenza e allo stesso tempo promuove la
trasparenza, in un circolo virtuoso che può dare forma a modelli differenti di
rappresentanza e di delega. Per questo occorre avviare un processo di promozione di
una partecipazione qualificata.
La trasparenza è leggibilità integrale del processo decisionale, dei motivi e delle
modalità che portano alle azioni, ma non si esaurisce in un'azione di pubblicità
dell'attività amministrativa.
In particolare:
1. La trasparenza deve essere trasversale a tutti i campi di intervento del Comune, è
una pratica, non un argomento su cui organizzare seminari e non è semplicemente
rendere conto del proprio operato;
2: la trasparenza si traduce nella possibilità di partecipazione attiva dalla proposta
iniziale, alla valutazione in itinere ed, eventualmente, ex post. Le azioni devono
essere valutate, perché nonostante le migliori intenzioni talvolta gli effetti sono
imprevisti. E le persone devono essere coinvolte nel ciclo completo riconoscendo
loro funzione consultiva, propositiva e di controllo. Solo così si può ricucire quello
6
strappo tra politica e cittadinanza che ha contribuito alla crescita dell'astensionismo
e a un ritiro al privato che mina la fiducia e le relazioni sociali anche in un contesto
di prossimità come il Comune.
3. Il documento più politico è il bilancio, le cui voci possono essere riclassificate per
essere più comprensibili, così come tutti i documenti e i dati devono essere
presentati in una forma di facile interpretazione e contemporaneamente esauriente
dal punto di vista informativo. In un'epoca di fake news dati certi e chiari evitano
incomprensioni e alimentano la fiducia.
4. Per garantire la trasparenza occorre anche che i luoghi di partecipazione siano
luoghi di formazione-informazione. L'Amministrazione ha l'obbligo di garantire
l'accesso a tutte le informazioni necessarie alla discussione, nella maniera più chiara
possibile. Certamente la rete costituisce uno strumento formidabile, ma è nella
discussione che prende forma l'interpretazione dei dati, la loro critica e il loro
utilizzo.
5. I luoghi di partecipazione (sia fisici che virtuali) vengono istituiti su richiesta
della cittadinanza e non è l'Amministrazione a poter decidere della loro sorte.
6. Per decidere quali tematiche stiano più a cuore della cittadinanza, si propone la
costituzione di gruppi/laboratori/tavoli di lavoro a cui l'amministrazione può essere
invitata ma non è chiamata a "moderare il dibattito". Si tratta di luoghi di
elaborazione di proposte su cui poi la cittadinanza è chiamata a esprimersi. Gli eletti
si impegnano a collaborare nei diversi luoghi di partecipazione e a discutere le
proposte.
7. Per questo motivo è necessaria la costruzione, guardando a esperienze realizzate
in altri contesti, di una piattaforma digitale che sia a disposizione della cittadinanza,
che permetta una libera partecipazione ma al tempo stesso segua anch'essa criteri di
trasparenza.
UNA POLITICA DI
GENERE
La parità tra i generi, nonostante le lotte delle donne e del movimento LGBTQI, è,
purtroppo, ancora tema di attualità poiché ancora lontana. Nel contesto locale, in
particolare, le persone vivono quotidianamente sulla propria pelle situazioni di vita
differenti (bisogni, risorse, opportunità, ruoli ecc.) in relazione alle differenze di
genere.
Le politiche pubbliche vengono costruite senza prendere in considerazione le diverse
situazioni di vita, sono costruite in modo falsamente 'neutro' rispetto alla
dimensione di genere nell'illusione che anche le conseguenze di dette politiche siano
neutre. Ma, proprio a causa delle differenze esistenti, esse possono avere in realtà
7
impatti differenziati, produrre effetti indesiderati e, a volte, rafforzare le
disuguaglianze esistenti. Occorre dunque che la nostra città s'impegni per una
politica di genere volta a svelare le discriminazioni che si nascondono dietro ad
apparenti neutralità e che promuova politiche di pari opportunità. Per questo,
Sinistra in Movimento si impegna a:
1. Adottare il bilancio di genere, che porti a effettuare scelte economiche volte a
promuovere un'uguaglianza sostanziale tra le persone.
2. Contrastare la violenza maschilista in tutte le sue manifestazioni: economica,
estetica, lavorativa, fisica, psicologica, sessuale, istituzionale, religiosa e come tratta
a fini di sfruttamento sessuale o lavorativo. In particolare sostenere l'uso di un
linguaggio che nomini tutte le persone e che sia libero da omofobia, maschilismo,
classismo e razzismo.
3. Chiedere l'applicazione della legge 194, verificare che venga apllicata e sotenere
l'educazione affettiva e sessuale.
4. Promuovere il rispetto delle diverse forme di vivere il sesso e la sessualità
consapevole.
5. Richiedere pratiche istituzionali volte al riconoscimento di tutte le forme di
famiglie e convivenza, rifiutando la coppia maschio-femmina come l'unico
riferimerimento.
6. Rivendicare il valore e il riconoscimento dei saperi e delle conoscenze delle
donne e la loro funzione nella trasmissione della cultura, promuovendo il
protagonismo delle donne nei processi di trasformazione sociale, politica ed
economica e nelle decisioni che si prendono a questo fine, nonché nella
programmazione, esecuzione e valutazione delle politiche.
7. Avviare pratiche educative volte al raggiungimento di questi obiettivi, in
opposizione alla società patriarcale che vede nel modello eteronormativo l'unico
proponibile. Istituire campagne di sensibilizzazione, creazione di un protocollo di
comunicazione perché si eviti un linguaggio che fomenta la violenza maschilista e
allo stesso tempo eviti la vittimizzazione delle donne e di chi subisce violenza di
genere.
8. Richiedere l'applicazione delle leggi vigenti ogni volta che si verifichino atti di
violenza e comportamenti anche verbali sessisti e razzisti.
9. Realizzare programmi rivolti specialmente alle/ai giovani per la diffusione di
quanto specificato nei punti precedenti.
8
UNA CITTÀ
INCLUSIVA
Quanto più elevata è la
qualifica degli
immigrati, tanto minori
sono i pregiudizi nutriti
nei loro riguardi.
L'astrofisico indiano, il
grande architetto
cinese, il Premio Nobel
sudafricano sono
benvenuti in tutto il
mondo. Dei ricchi in
questo contesto non si
parla del resto mai:
nessuno mette in
dubbio la loro libertà di
movimento. Per gli
uomini d'affari di Hong
Kong l'acquisto di un
passaporto britannico
non è certo un
problema. Anche il
diritto di cittadinanza
svizzera per gli
immigrati di
qualsivoglia Paese di
origine, è solo una
questione di prezzo.
Nessuno se l'è mai
presa per il colore della
pelle del sultano del
Brunei. Dove il conto in
banca è a posto, l'odio
per gli stranieri
svanisce come per
miracolo. La palma in
questo senso spetta ai
trafficanti di droga e di
armi, nonché ai
banchieri che riciclano
il loro denaro. È gente
che non conosce più
razze ed è superiore a
ogni nazionalismo.
Presumibilmente sono
gli unici al mondo ad
essere alieni da ogni
pregiudizio. Gli
stranieri sono tanto più
stranieri quanto più
sono poveri.
Hans Magnus
Enzensberger
Il tema dei "nuovi cittadini" nella società si configura come una questione che, per
essere affrontata, richiede di essere "pensata", progettata intenzionalmente. Non è
possibile immaginare, infatti, che i percorsi di integrazione sociale di chi si inserisce
in un nuovo contesto siano l'esito di casualità o di circostanze fortuite.
Lo studio delle forme di integrazione dei migranti nella società impone, in primo
luogo, di "ribaltare" la questione dell'integrazione sociale, che viene solitamente
declinata "a senso unico" in prospettiva assimilazionista come semplice
inserimento, rinunciando a qualsiasi automatismo "riduzionista", peraltro
estremamente diffuso, che subordina il giudizio complessivo sul fenomeno
migratorio, in termini di pura utilità, al suo apporto al sistema economicoproduttivo,
imponendo necessariamente di considerare la dimensione politica ed
etica di una tale presenza.
Inoltre va tenuto conto del fatto che le dinamiche dell'esclusione sociale nei
confronti dei migranti spesso non sono altro che un riflesso, un particolare, di quei
meccanismi di marginalità sociale più globali, di cui sono vittima non soltanto gli
individui in condizione di maggiore debolezza sociale ma, in modo collettivo, tutti i
componenti della società. È questo il motivo per il quale i "luoghi dell'integrazione"
attivi nella società – i servizi di accoglienza e inclusione sociale, le istituzioni
scolastiche, i servizi sociali, i luoghi di formazione informale e di socializzazione,
gli spazi dell'iniziativa sociale – rappresentano oggi un presidio cruciale nella
società, a difesa di una democrazia pluralista, solidale e inclusiva.
La progettazione coinvolge molteplici aspetti della vita del soggetto:
• economico: conseguimento di un'autonomia economica.
• sociale: costruzione e gestione autonoma di relazioni, partecipazione
all'associazionismo, l'impiego del tempo libero, nonché l'accesso a un
alloggio decoroso.
• culturale: acquisizione di competenze linguistiche, accesso a opportunità
formative.
• politico: piena partecipazione alla vita della società e di cittadinanza.
Sinistra in Movimento ritiene che poco sia stato fatto nella nostra città per il
conseguimento di questi obiettivi. Per questo motivo si propone di promuovere
un'offerta formativa alla cittadinanza strutturata come segue:
1. corsi di formazione per il personale del Comune
2. corsi di educazione civica
9
3. corsi di lingua italiana L2 a gestione laica e comunale
4. incontri con i medici di base del territorio per l'attivazione di un protocollo
di comunicazione condiviso con l'Amministrazione
5. sensibilizzazione delle/degli insegnanti delle scuole
6. attivazione di un protocollo con gli Uffici postali volto ad agevolare la
presentazione delle domande per il permesso di soggiorno
7. valorizzazione delle culture presenti sul territorio comunale attraverso
l'organizzazione di incontri a cadenza regolare e continuativa
8. educazione alla multiculturalità
9. incontri con i migranti e i richiedenti asilo al fine di sensibilizzare la
cittadinanza attraverso il dialogo diretto e la conoscenza delle storie
personali
10. in linea con le azioni di ascolto delle comunità migranti iniziate
dall'assessorato alla Cooperazione internazionale s'intende attivare processi
di coinvolgimento costanti al fine di mettere in atto specifiche azioni che
emergeranno durante i confronti
11. Un po' cittadina, un po' metropoli, la nostra città ha tante anime, tante che
oggi parlano tante lingue del mondo. Uno sguardo cruciale per vivere,
abitare, pensare e ricominciare a progettare insieme la città è uno sguardo di
attenzione costruttiva da puntare soprattutto verso la socialità multietnica. In
questo senso è stato bello e concreto FUORI LUOGO, l'appuntamento
culturale alto promosso dall'Assessorato ai Diritti Umani l'anno scorso.
Sinistra in Movimento si impegna a mantenere e sostenere questo festival.
12. Molti terreni di dialogo per una socialità multietnica e pacifica si possono
aprire con la letteratura, i libri i racconti in altre parole le arti. Dal mondo
dell'associazionismo torinese è nato già anni fa il Concorso Lingua Madre
che premia racconti di italiani stranieri venuti da lontano. Sinistra in
Movimento si impegna a portare una sezione dell'ormai accreditato
Concorso lingua Madre qui a Sesto.
13. Uno strumento che è già possibile utilizzare è il Sistema di Protezione
per Richiedenti Asilo e Rifugiati in Italia. Lo SPRAR garantisce
interventi di "accoglienza integrata" dei richiedenti asilo e dei
rifugiati attraverso la costruzione di percorsi individuali di
inserimento socio-economico; è costituito dalla rete degli Enti locali
che, con il concorso delle realtà del terzo settore, accedono al Fondo
nazionale per le politiche e i servizi dell'asilo per la realizzazione dei
10
MANTENIMENTO E
CONSOLIDAMENTO DEI
SERVIZI ALLE PERSONE
progetti di accoglienza. Lo SPRAR consta infatti di una rete
strutturale di Enti locali che accedono al Fondo nazionale per le
politiche e i servizi dell'asilo (FNPSA) per realizzare progetti di
accoglienza integrata destinati a richiedenti protezione internazionale,
rifugiati, titolari di protezione sussidiaria e umanitaria. Oltre alla
formalizzazione di un dovere di accoglienza delle istituzioni
pubbliche, la nascita dello SPRAR ha comportato la riappropriazione
da parte delle amministrazioni locali di strategie e interventi di
welfare, i progetti possono essere rivolti a singoli adulti e nuclei
familiari, oppure a famiglie monoparentali, donne sole in stato di
gravidanza, minori non accompagnati, vittime di tortura, persone
bisognose di cure continuative o con disabilità fisica psichica. Le
caratteristiche principali dello SPRAR sono:
- il carattere pubblico delle risorse messe a disposizione, infatti il
finanziamento, di fatto stanziato per il funzionamento del Piano
Nazionale Asilo, è stato sostituito dal Fondo nazionale per le politiche
e i servizi dell'asilo, istituito per legge e messo a bando dal Ministero
dell'Interno, prima annualmente e poi gradualmente con cadenza
pluriennale
- le sinergie avviate sul territorio con i cosiddetti soggetti del terzo
settore contribuiscono in maniera essenziale alla realizzazione degli
interventi
- il decentramento degli interventi diffusi su tutto il territorio
nazionale.
La nostra battaglia politica è quella di contrastare le scelte negative che ricadono su
cittadini e cittadine decise da altre Istituzioni. Aver inserito nella nostra Costituzione
il pareggio di bilancio con i conseguenti drastici tagli ai trasferimenti e la ridotta
possibilità di dotarsi di tasse locali stanno pesantemente gravando sulle finanze dei
comuni e sulla loro progettazione e organizzazione.
L'amministrazione Comunale oltre ad essere un soggetto amministrativo è anche un
attivo soggetto politico che deve attivarsi affinchè vengano realizzati i presupposti
perchè non ci sia più bisogno dell'intervento dei servizi sociali.
In questi anni di profondi tagli economici dei vari governi che si sono succeduti i
comuni sono stati messi in difficoltà non solo economica, ma anche sotto il profilo
dell'immagine e della professionalità.

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Author of this article: P.R.C. Sesto s. Giovanni

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Gli artisti presenti nella mostra a Spazio Arte di Sesto San Giovanni dal 10 al 22 marzo sono 114, alcuni con pi opere, 168 catalogate, altre fuori catalogo.

Marted 10 marzo, giorno di apertura della mostra, alle 12 a Spazio Arte si terr la conferenza stampa di presentazione dellesposizione e delle iniziative in programma.


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Pubblicate on line le tavole del piano integrato d'intervento per la trasformazione delle aree ex - Falck sul Portale del Cittadino.

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